Il termine spam associato alla ricezione di materiale indesiderato nella propria casella di posta elettronica (o cartacea) ha origini ben precise. La casa produttrice Hormel Foods Corporation, negli anni 60 inondo’ letteralmente le buche delle lettere con la pubblicita’ di un suo prodotto: la carne in scatola "Spam".
Il fenomeno venne rispreso negli anni 70 dal Monty Phyton’s Flying Cyrcus per farne la base di questo bellissimo pezzo teatrale e divento’ famosissimo. In seguito la parola Spam venne associata alla pubblicita’ indesiderata.
Eccola di nuovo. Come nella canzone degli anni 60, rispunta la riforma delle pensioni.
Il ragioniere Giulio Tremonti afferma che per uscire dalla crisi servono riforme strutturali: "il welfare e le pensioni sono da riformare".
Intanto la Marcegaglia chiede piu’ soldi per le imprese, in particolare per il settore auto.
Io mi chiedo se queste schifose larve di mosca verde si rendano conto che le imprese e in generale i possidenti, non possono continuare ad accumulare ricchezze ai danni della gente comune. Certo, le aziende sono in crisi anch’esse, ma i loro proprietari, negli anni trascorsi, hanno accumulato profitti inimmaginabili.
E’ ora che rinuncino ad una parte di essi, prima che la situazione degeneri e che la gente si incazzi sul serio.
Ma crediamo davvero che questi neo-teocon siano abbastanza intelligenti per farlo?
Quando nascera’ la coscienza nella gente che avra’ come priorita’, non la caritatevole lotta alla poverta’. bensi’ quella alla ricchezza?
Nel frattempo, ad ogni annuncio come quello del rag. Tremonti, i nervi si tendono…
In Francia domani si prevede lo sciopero piu’ grande degli ultimi anni contro le riforme liberiste e per l’annunciata riduzione di 30.000 posti di lavoro nel pubblico.
La gente lamenta anche che si siano "trovati" gli aiuti per banche ed assicurazioni e che ci siano invece riduzioni di investimenti per la sanita’, per la parte umana quindi. Questo in Francia, dove pare che la sanita’ funzioni.
In Grecia le strade sono paralizzate dai trattori per gli scioperi degli agricoltori che durano da piu’ di 10 giorni. Protestano contro la riforma delle pensioni e contro le manovre neoliberiste che prevedono grandi privatizzazioni. Oggi ci sono anche stati violenti scontri con la polizia.
In italia invece, la nostra italietta, si prevedono: 1.000.000 di posti di lavoro in meno; accordi sindacali parziali e castranti per i lavoratori; si annuncia prolungamento dell’eta’ pensionabile per le donne (solo?); inflazione; ammortizzatori sociali quasi nulli per ma maggior parte dei lavoratori.
I regali alle banche sono stati gia’ fatti, gli sgravi fiscali per i ricchi anche, le leggi per coprire i furbastri stanno per arrivare (oltre a quelle gia’ esecutive).
E noi cosa facciamo? Un emerito cazzo!
Anzi, i piu’ se la prendono con la cgil che non accetta di firmare i contratti capestro che vorrebbe imporre la confindustria per i privati e brunetta per i pubblici.
I giornali sono pieni di notizie di cronaca nera, naturalmente su immigrati che stuprano, e altre sulle stronzate che fa il papa o sulle polemiche che riguardano la narcosi di napolitano. Parlano di gossip, di kaka’, di partite, di fantacalcio, di gasparri e bossi che ruttano o calderoli che grugnisce, con veltroni che guaisce.
E la cazzo di sinistra che fine ha fatto? Litiga sul colore delle nuvolette o sul sesso degli angioletti (a cui non dovrebbe nemmeno credere)?
Che fine hanno fatto i movimenti studenteschi? Si son rimessi a guardare il grande fratello? Amici della de filippi? X-factor?
Ma che schifo.
La pazienza e’ sempre piu’ risicata.
Questa cima, quest’eccellenza di essere, la cui presenza nel genere umano (insieme a quella di bondi, cicchitto, calderoli, prestigiacomo, gelmini, carfagna, mantovano, brunetta, etc.) ne innalza lo spirito, deve chiamare antisemita proprio Santoro?
Fa parte di un governo pieno di ex collaborazionisti e di negazionisti, venera una chiesa che ha tra i suoi vescovi chi afferma che le camere a gas non sono mai esisttite, ha un capo che ha proclamato che i partigiani mandati al confino venivano inviati in gita premio.
Frattini, io quella trasmissione che tanto ti ha scosso, l’ho vista e non vi ho trovato traccia di antisemitismo. Le critiche alle politiche guerrafondaie israeliane non possono essere confuse con l’antisemitismo. Piuttosto direi che proprio israele si stia comportando un po’ come la germania nazista.
Suosignor Poletti,
Lei ritiene che ci siano la legge dell’uomo e la legge di Dio. Se esse entrassero in conflitto, dovrebbe prevalere quella del suo dio perché "la legge dell’uomo sarebbe una cattiva legge per l’uomo". Ritiene anche che: "Per queste ragioni i medici cattolici che si trovassero a lavorare nell’ospedale dove si intende interrompere l’alimentazione di una persona, dovrebbero obiettare e rifiutarsi di farlo".
Ad un’altra domanda risponde: "Io non giudico, solo Dio giudica."
No cazzo. Lei giudica ogni giorno: quando mangia; quando esprime opinioni; quando dice la sua messa; quando si oppone alle leggi di uno stato sovrano:
Non scarichi le Sue responsabilita’ su di un’entita’ che non puo’ o non vuole dire la sua in proposito. Se le assuma.
Io, considerato il suo scaricabarile, non ritengo opportuno mandare a cacare il Suo dio, poiche’ non sono credente e sprecherei inutilmente un’imprecazione (peraltro meritata, da un dio tanto impietoso).
Credo sia opportuno piuttosto il dover a mandare a cacare Lei che si permette di interferire con le leggi dello stato, dopo che il Suo stato ha rifiutato quelle italiane.
Inizi piuttosto a pagare l’ICI per gli immobili di Sua proprieta’ residenti nel nostro territorio e faccia la cortesia di tacere e togliersi dalle palle, che per me conta meno di uno scarafaggio.
p.s. Il ministro Sacconi poi, farebbe bene a rileggersi il concordato.
Cara Corte europea dei diritti dell’uomo,
ti rendi conto che chiamare uomini quelle persone che hanno corrotto, rubato, violato le leggi ambientali e truffato intascando il denaro pubblico e’ un ossimoro? Le parole uomo e quegli esseri sono incompatibili!
Condanni chi (una volta tanto) ha fatto rispettare le leggi e "trascuri" gli illeciti commessi dalle societa’ Sud Fondi, Iema e Mabar (senza parlare di quelli commessi dai politici coinvolti nell’affare)?
A parte le cifre irrisorie stabilite come risarcimento (40mila euro per ogni societa’, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali), resta il fatto che dovresti vergognarti. Ma ci sei mai venuta a Bari a vedere quell’obbrobrio?
"Lascio un’America più sicura in un mondo migliore e con più democrazia" ha dichiarato.
Si! adesso si. Libero da lui.
Finalmente il terrorista Bush e’ stato archiviato.
Quando ci libereremo del nostro Presidente Pregiudicato e Prescritto?
Un soffitto, e’ noto, non offre particolari attrattive all’attenzione di un seppur curioso occhio.
Resta li’, immobile, nel suo candore monotono e nella totale assenza di elementi che possano focalizzare l’attenzione.
Ma ecco che quando sopraggiunge la semioscurita’, esso si popola di realta’ impensabili solo qualche istante prima, con l’improvvisa comparsa di luci, pianeti, stelle, intere galassie, vortici, buchi neri, senza alcun limite se non quello dell’immaginazione. Certo quest’ultima bisogna possederla, e non e’ da tutti.
Sdraiato sul letto, riflettevo su quell’anomalia. C’erano interi mondi appesi al soffitto, ognuno con caratteristiche specifiche, uniche.
Quello situato nello spigolo destro mi attirava per la sua insolita luminescenza tendente al verde, piuttosto isolato dagli altri punti adamantini, spiccava per la sua intensita’ pulsante, come se respirasse.
Vi focalizzai l’attenzione e ne ingrandii l’immagine. Era percorso da tumultuose spirali, sparse su tutta la sua superficie, disegnando un’atmosfera caotica, instabile.
Ingrandendo ancora, si notavano irregolari linee che dovevano appartenere a catene montuose e ampi spazi caratterizzati da colori diversi, arancio e verde in prevalenza.
Le zone di colore verde intenso erano formate da fitta vegetazione che, come rivelato da un ulteriore ingrandimento, sembrava ricoprire gli strati di colore arancio con trame intricate, quasi impenetrabili e bisognava immergervisi per poterne cogliere l’intera complessita’. Vi erano sentieri naturali che ne permettevano l’ispezione, riuscendo a rompere quel caotico garbuglio.
Percorrendone uno si giungeva ad una radura nella quale si ergeva un’antica costruzione di eta’ indefinibile. Ad una prima occhiata poteva essere vecchia di un secolo, come di diecimila anni.
La porta sulla parete orientale era fatta di assi di legno consumati dal tempo e la struttura che le faceva da cornice sembrava reggere ancora, nonostante le vistose crepe presenti su di essa.
Tutt’intorno incombeva uno spettrale silenzio che racchiudeva qualcosa di sacro, rotto solo dal sussurrante frusciare delle foglie degli alberi mosse dal vento.
Muffe e funghi vi erano depositati ed era costellata di piccoli fori causati da animaletti che se ne nutrivano o vi fabbricavano la loro tana. Quella porta era l’unica barriera da superare per accedere ad un intimita’ occultata per eoni.
Spinsi il battente ed antrai. Vi entrai in punta di piedi, non per paura di crolli, ma per la consapevolezza di profanare quella pace che conservava gelosamente antichi ricordi.
Tutto era coperto da strati di polvere deputati a proteggere un passato dimenticato.
Erano evidenti solo alcune piccole impronte di creature che avevano ben pensato di trovare riparo dall’impeto di forze della natura.
Mi sembrava di sentire le emozioni che avevano permeato quell’ambiente, mentre osservavo il vecchio camino che conservava ancora spessi strati di fuliggine. L’odore di essa era svanito da tempi remoti, ma la sua presenza rivelava l’operosita’ degli esseri che vi si erano avvicendati.
Si poteva immaginare la fiamma calda e i ciocchi di legna che scoppiettavano, come il denso ed acre fumo che veniva incanalato dal tiraggio. E qualcuno che rimestava le braci per ravvivare le fiamme.
La mia era la violazione di un santuario ma la curiosita’ e la voglia di sapere di piu’ su quel luogo mi stava sopraffacendo.
Lacerando gli strati di polvere con le mie impronte, mi diressi verso una piccola porta posteriore, dagli assi sconnessi della quale filtravano lame di luce che disegnavano fantasmi tra le particelle di polvere che io stesso sollevavo.
Era incastrata ed il legno era ammorbidito dal tempo e dall’umido. Basto’ una piccola spinta per ridurla in pezzi.
Si apriva su quello che un tempo doveva essere un grande roseto, di cui adesso restavano solo intricati rami spinosi di colore grigio.
Non se ne vedeva la fine e pareva circondato da alte mure di pietra sormontate da cocci di vetro taglienti e ricoperte di vegetazione incolta.
Era pericoloso inoltrarvisi, invaso com’era da quei grovigli spinosi, ma per me era impossibile resistere. Presi un bastone di legno che mi avrebbe aiutato a scostare ed eventualmente spezzare quei rami e avanzai verso quello che ritenevo fosse il centro del giardino.
Stava calando l’imbrunire, il cielo diventava sempre piu’ rossastro, le ombre erano molto allungate, terrificanti.
Continuai un po’ intimorito verso qualcosa che sembrava una monolitica struttura scura, mentre i cespugli iniziavano finalmente a diradarsi.
Mi ero procurato parecchi graffi sulla pelle, dai quali apparivano piccole e appiccicose gocce di sangue, ma non sentivo nessun dolore, rapito com’ero da quella insolita esplorazione.
Attraversai un tunnel fatto di rami rinsecchiti, ranicchiandomi per non doverci urtare la testa. Al suo termine si rivelo’ alla mia vista quel monolito in tutta la sua maestosa interezza: una grande fontana di forma semicircolare.
Era appoggiata alla parete di fondo e completamente ricoperta di edera che nascondeva le forme di improbabili e indefinibili esseri.
Ricordavano i gargoyle che sporgono dai cornicioni delle cattedrali gotiche, ma avevano qualcosa di diverso, di ancora piu’ alieno. Erano in parte ricoperti da una sottile patina di muschio, morbido al tatto e leggermente umido.
Tra due di essi si scorgeva una nicchia abbastanza grande per contenere un corpo umano, dalla quale si irradiava una flebile luminescenza, come quella emessa dalle lucciole o da quel tipo di licheni presenti in certune profonde grotte.
Allungai il braccio e vi introdussi la mano. Avvertivo un inspiegabile tepore e vidi che la mia mano assumeva la colorazione della cavita’, verdognola, anzi, diventava essa stessa luminescente. Un lieve formicolio si estese lungo il braccio ed io mi sentii attirato all’interno dell’apertura. Non potendo oppore resistenza, vi entrai.
Inaspettatamente mi ritrovai a guardare la scena dall’alto e, man mano che passava il tempo, ne abbracciavo porzioni sempre piu’ ampie. Vidi la fontana, il roseto, poi la casa, la radura, l’enorme bosco.
Le zone verdi e arancio si allontanavano da me velocemente, ricostruendo le linee di fiumi e di catene montuose.
Vidi il pianeta verde, le altre stelle.
Vidi le galassie e gli spazi tra di esse.
E ritrovai me stesso, disteso sul letto, che guardavo il candido soffitto.
Il bilancio climatico certifica troppe emissioni, salgono i mari ed e’ a rischio la corrente del golfo.
Nel rapporto pubblicato da uno dei piu’ prestigiosi istituti di ricerca americani, e’ dichiarato che ben 11 degli ultimi 12 anni rientrano tra quelli piu’ caldi dal 1800 ad oggi.
Le emissioni serra sono aumentate del 37% dal 1990 al 2007, senza contare un altro 25% che deriva dalla deforestazione.
Il rapporto denuncia anche l’omissione dello scioglimento dei ghiacci della groenlandia da parte dell’IPCC, che si traduce in un innalzamento dei mari triplo rispetto a quanto calcolato senza di essa (da 0.6m a 1.8m).
Un processo di cambiamento che compie un salto brusco e irreversibile nella scala temporale che interessa l’umanità si chiama "tipping point".
Uno di questi tipping points riguarda la corrente del Golfo, che riscalda la parte nord occidentale dell’Europa.
L’afflusso massiccio di acqua dolce derivante dalla perdita dei ghiacci artici potrebbe bloccare o rallentare questa corrente causando un’ondata fredda sulla Gran Bretagna e sulla Scandinavia (è il fenomeno descritto nel film "L’alba del giorno dopo" e sempre piu’ verosimile).
Quando Al gore dichiarava scenari anche meno pessimistici di questo, veniva preso per visionario da molti (alcuni pagati dalle multinazionali del petrolio).
Adesso che le sue analisi sono state confermate bisognera’ seguire i consigli di un altro guru dell’ambientalismo: Lovelock.
Egli sosteneva che sia del tutto inutile continuare a combattere la stupidita’ umana e consigliava di utilizzare i fondi destinati alla salvaguardia dell’ambiente per scrivere e distribuire manuali di sopravvivenza.
Sono sempre piu’ orientato verso quest’ultima soluzione. Tanto sara’ impossibile convincere unadente della levatura di una prestigiacomo, un casini, uno scajola o una marcegaglia (tanto per restare in italia), che ci stiamo giocando la sopravvivenza stessa.
nel frattempo qualcuno scopre che al 50.9% dei lavoratori non spettano gli ammortizzatori sociali (7 milioni ed io sono tra di essi) e che, in caso di licenziamento, gli verrebbe a mancare qualsiasi fonte di reddito. Nessuna cassa integrazione ordinaria o straordinaria.
"Il governo deve intervenire" dice la cgia. Ma di cosa ci illudiamo, che il "governo dell’ottimismo" prenda misure pessimiste come quella di estendere gli ammortizzatori sociali alla meta’ dei lavoratori? Questo governo in particolare?
Al massimo elargiranno un’elemosina di qualche decina di euro "una tantum" per far fronte all’acquisto delle brioche (di francese memoria).
Io credo che dedicherei quella somma ai servizi dell’arrotino che passa ogni tanto sotto casa.
Camminavo da troppo tempo ormai, la citta’ era fredda, tetra, fatiscente. I muri scrostati e anneriti dei palazzi trasmettevano una cupa sensazione di oppressione e di disfacimento.
Con un pezzo di legno, mentre camminavo, rimuovevo strati di calce, depositati sull’intonaco putrescente di quelle case ormai disabitate. Quasi tutti si erano allontanati. Quella maledetta scheggia di legno mi si conficco’ nella mano. Gettai via, imprecando, quell’inutile passatempo e ripresi a camminare solo dopo averla rimossa con gli incisivi.
Presi dalla tasca la mia Blues Harp ed iniziai a soffiarci dentro. Il suono era dissacrante in quella circostanza. Echeggiava come qualcosa di alieno, di impossibile. Smisi.
Ero solo, non sapevo dove andare, e in fondo, nemmeno il perche’. Era importante il quando, non il dove. Ma forse era tutto una follia.
L’uomo era poggiato ad un lampione. Mi avvicinai e gli rivolsi la parola
- mi scusi signore - Mi dica signore, mi bisbiglio’ senza distogliere lo sguardo dal suo cane (ma era poi un cane?).
- Dove posso prendere la prossima bolla temporale? - La domanda giusta non e’ "dove", ma "quando e per quando", rispose lui, sempre bisbigliando. Comunque ne passa una proprio in fondo alla strada tra circa un tot.
- bene, e i biglietti? Dove posso acquistare dei biglietti? - Ancora una volta la domanda giusta e’ "quando", non "dove". Poi dipendera’ dal peso. Ma dove vive? Bah!. In ogni caso, vede quel banchetto di caldarroste? Quello da cui esce quel fumo denso, di fronte al lampione?
- certo signore, lo vedo, nonostante questa brutta nebbia - Bene, puo’ chiedere la’, sempre che sia il quando giusto.
- la ringrazio signore, le saro’ sempre grato - sssshhh!, sempre e’ un brutto termine di questi tempi. Vada o non fara’ in tempo.
- scorbutico pero’… -
Mi avviai (o dovrei dire mi avviero’?), in direzione del venditore di caldarroste, stanco come non lo ero mai stato.
Il freddo pungente mi provocava un fastidioso, acuto dolore alle orecchie.
Avvertivo che la bolla era da quella parte, ne sentivo il sordo rumore pulsante, quella vibrazione subsonica che il mio apparato uditivo non poteva intercettare. Pensandoci sembrava captata dallo stomaco, dalle parti molli del mio corpo.
Finalmente raggiunsi (dovrei dire forse raggiungero’?) il venditore di caldarroste. Aveva anche lui un cane (ma avevano tutti un cane?) spelacchiato. Era simpaticissimo, il cane. Appena mi avvicinai si mise ad annusarmi. Gli porsi una mano e lui la lecco’. Aveva la lingua calda e devo dire che, nonostante la leggera senzazione di ripugnanza, mi fece piacere esser toccato da qualcosa di caldo. Il fuoco delle caldarroste sembrava non emanare calore e l’uomo vicino ad esso non parlava, stretto nel suo cappotto liso, immobile, sembrava muto.
Gli chiesi dei biglietti senza ottenere una risposta.
- Signore? Mi scusi. Signore?… - Sentivo la pulsazione della bolla, forte. Temevo fosse tardi, o presto.
- Signore! - La sfortuna sembrava accanirsi senza tregua.
Finalmente il cane rispose. (Il cane?) Mi dica signore, dica a me. Lui non le rispondera’, sono secoli che non risponde. Sembrava fosse il cane ad avere l’uomo. Stupito gli chiesi della bolla, dei biglietti, del dove e del quando. Che eta’ ha signore? e quanto pesa?
- 54 anni risposi, 55 in luglio. Peso 68 kg. - E’ fortunato signore, ancora pochi mesi o qualche chiletto in piu’ e la bolla non avrebbe funzionato con lei. Deve sapere che la somma dell’eta’ con il peso non deve mai superare 127. Funziona a sette bit e lei ci rientra per soli due. Qualche chilo o anno in piu’ le precluderebbe l’utilizzo della bolla. Cerchi di dimagrire. - Ma sono in tempo? - Per questa volta si, signore. Per quando vuole il biglietto?
- Vediamo, non desidero andare molto lontano risposi: 1 gennaio 2001. Nel 2001 la situazione era decisamente migliore. E poi mi piace 01/01/01 - Bene, le serviranno quattrocento grammi di caldarroste, ma sarei felice se ne acquistasse un po’ di piu’, capisce? La crisi… Ne acquistai un chilo. Costava poco il viaggio, e nel prezzo era compresa anche l’assicurazione. Incredibile!
Signore, mi scusi, non mi ha detto se vuole anche i suoi anni, urlo’ il cane mentre andavo via.
Incredulo gli chiesi se davvero fosse possibile anche quello. Ma e’ scemo? certo che e’ possibile, non vorra’ tornare con l’eta’ che ha adesso? Certo, puo’ anche farlo, e’ a sua discrezione, ma le consiglio caldamente di riprenderseli.
- Ricordero’ tutto lo stesso? - Richiederebbe un sovrapprezzo, ma visto che ha acquistato caldarroste in abbondanza, includero’ anche il ricordo.
- Grazie amico, le saro’ grato per sempre! - La smetta di ringraziare e soprattutto di dire "sempre", potrebbe passare la polizia!
- Mi scusi, sono nuovo di queste parti! -
Mi avviai verso la fine della strada (o era l’inizio?). La pulsazione della bolla si faceva sempre piu’ intensa. La nebbia diffondeva, sfumandole, le luci giallastre e i rumori erano ovattati, attenuati, ma non quello della bolla. Quello era persistente, immutato, grave.
La strada si restringeva, diventava un vicolo che costringeva a strisciare contro i muri. Le pareti degli edifici trasudavano umido. Un forte sentore di muffa permeava le mie narici e le consunte pietre della strada erano scivolose. Ero stanco, maledettamente stanco.
Le caldarroste mi trasmettevano una piacevole sensazione di calore. Le tenevo strette sul petto. Ne avrei acquistate di piu’, ma il peso eccessivo avrebbe inibito la bolla.
Tutto divento’ confuso, luci, rumori, colori.
Il mare, schizzi di spuma, scogli taglienti, luce intensa pomeridiana, vento forte che scompiglia i capelli, freddo.
- cazzo! ma sempre freddo fa? Vabbe’, del resto siamo a gennaio, come dopo -
Le caldarroste sono quasi finite, ormai fredde anch’esse. Sono arrivato.