31.01.07
Veronica Berlusconi
Su Repubblica di Oggi:
Lettera a Repubblica: “Mio marito mi deve pubbliche scuse “

Cara Repubblica, vi pare una notizia di rilievo?
A noi che cazzo ce ne frega??
Su Repubblica di Oggi:
Lettera a Repubblica: “Mio marito mi deve pubbliche scuse “

Cara Repubblica, vi pare una notizia di rilievo?
A noi che cazzo ce ne frega??
Da oggi, in anticipo, e’ sugli scaffali…

Motivi per EVITARE Windows Vista!
Volevo aggiornare wordpress alla versione 2.1
L’ho fatto con la conseguenza di semidistruggere il blog!
Son riuscito a ricostruirlo e a installarne una copia con wordpress 2.1 in www.valvola.org/wp
ma dove e’ finito in basso a sinistra il link per gli “articoli precedenti?”
mi visualizza solo la prima pagina e il resto, anche se nella gestione esiste, sembra sparito…
Boh…
Windows Vista, in arrivo sugli scaffali il 30 gennaio, contiene il famigerato DRM (Digital Right Management) che non permettera’ la riproduzione di contenuti multimediali protetti dal diritto d’autore.
Fin qui tutto comprensibile, nel rispetto delle leggi ma, c’e’ sempre un ma e questo e’ particolarmente inquietante. Pare che il sistema di protezione influenzi le prestazioni del computer o addirittura ne comprometta il funzionamento!
Il sistema inibisce i dispositivi audio degradandone la qualita’ e rischia di compromettere tutte le comunicazioni vocali tramite computer.
Bill gates vaffanculo, dal profondo del cuore…
Sul mio computer Winzozz Vista non ci sara’ MAI (del resto e’ un cacatone incredibile)! Fa le stesse cose che faceva prima XP richiedendo piu’ risorse e piu’ lentamente… Piuttosto sara’ l’occasione di passare definitivamente a Linux, tenendo una partizione che ospiti il vecchio XP per quel software che purtroppo funziona solo su di esso.
La Free Software Fundation ha realizzato un sito in cui sconsiglia l’uso di Windows Vista in quanto ritenuto lesivo della privacy e della sicurezza degli utenti.
Sul versante opposto, la Puglia vedrebbe inabissarsi Manfredonia e le coste che si snodano verso Barletta, mentre la Sardegna potrebbe dire addio alle coste del Golfo di Oristano, a parte della penisola del Sinis e allo Stagno di Cagliari.
Per gli esperti il surriscaldamento del pianeta ha ormai raggiunto il punto di non ritorno: “Rimedi immediati o sarà una catastrofe ambientale, caldo e uragani non daranno tregua; sulle coste un miliardo di persone a rischio”
Ci sono voluti quasi 6 anni di lavoro e l’impegno di 2.500 scienziati coordinati dalle Nazioni Unite. Ma il verdetto, che sarà annunciato ufficialmente il 2 febbraio a Parigi, questa volta è senza appello. “Il riscaldamento climatico è inequivocabile, risulta evidente dall’aumento della temperatura dell’aria e degli oceani, dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacci, dall’aumento del livello dei mari”, si legge nel 4° rapporto dell’Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change) anticipato da una fonte americana.
Il global warming non solo è in atto, ma in costante accelerazione: 11 dei 12 anni più caldi nella storia della meteorologia sono concentrati negli ultimi 12 anni. All’inizio del 2001, quando uscì il terzo rapporto Ipcc, l’aumento di temperatura nell’arco dell’ultimo secolo si misurava in 0,6 gradi. Oggi gli ultimi cento anni danno un incremento di 0,74 gradi. E per i prossimi vent’anni è attesa un’ulteriore crescita di 0,4 gradi. Avrebbe potuto essere la metà, ricordano gli scienziati Onu, se gli avvertimenti fossero stati colti in tempo tagliando radicalmente le emissioni serra. Adesso ci aspettano almeno tre decenni di caldo crescente.
Oltre quella data il livello di certezza delle previsioni diminuisce perché la speranza aumenta. Potremmo ancora tirare il freno d’emergenza, potremmo ancora smettere di bruciare petrolio e carbone. E in questo caso gli scenari per il 2100 virano verso esiti più accettabili: il panorama più favorevole tra quelli possibili prevede un aumento di 1,7 gradi (è una stima che rappresenta la media tra un minimo di 1 grado e un massimo di 2,7 gradi).
Ma potremmo anche andare avanti facendo finta di niente, come è successo finora. In questo caso l’aumento medio previsto è di 4 gradi, con l’ipotesi peggiore che arriva a 6,3 gradi. Una prospettiva del genere cambierebbe radicalmente le possibilità di sopravvivenza di centinaia di milioni di persone. Accanto all’innalzamento degli oceani da considerare ormai certo (da 28 a 43 centimetri a fine secolo) si dovrebbe mettere in conto l’ingresso nell’era dell’apocalisse: con un aumento di temperatura compreso tra 1,9 e 4,6 gradi si arriverebbe allo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia con una crescita del livello del mare di 7 metri. Sarebbe un processo lento (durerebbe millenni) ma anche difficile da disinnescare perché i tempi di riequilibrio dell’atmosfera, avverte l’Ipcc, si misurano nell’arco dei secoli.
Più rapidi, invece, sono altri effetti negativi provocati dai cambiamenti climatici. Assisteremo a una riduzione delle calotte glaciali che, nel caso del Polo Nord, porterà a fine secolo a una scomparsa quasi totale dei ghiacci durante il periodo estivo. Inoltre “è molto probabile che le ondate di calore e gli episodi di precipitazioni molto intense continuino a diventare sempre più frequenti” e che i cicloni tropicali diminuiscano in numero ma aumentino in intensità.
Dal punto di vista tecnico, la responsabilità di questi fenomeni va attribuita ai gas serra che trattengono il calore all’interno dell’atmosfera. Gas come il metano, che in poco più di due secoli è passato da una concentrazione di 715 parti per miliardo a 1774. O come l’anidride carbonica che, nell’era preindustriale, si misurava in 270-280 parti per milione: oggi sono già 380. Arrivare al raddoppio dell’anidride carbonica, cioè a quota 550, comporterebbe un aumento della temperatura valutabile in 3 gradi. È un traguardo disastroso per l’equilibrio degli ecosistemi su cui si basa la stabilità delle nostre società e non troppo lontano: si può collocare tra il 2040 e il 2080.
Di fronte a una prospettiva così devastante, l’Ipcc chiama direttamente in causa le responsabilità politiche che hanno portato a questa situazione, cioè le scelte di sviluppo energetico e produttivo centrate sui combustibili fossili e sulla deforestazione: “L’aumento dei gas serra è dovuto principalmente alle emissioni derivanti dai combustibili fossili, dall’agricoltura e dai cambiamenti d’uso del terreno”. Nel disastro che si prospetta la natura gioca un ruolo del tutto marginale: analizzando l’aumento di temperatura dal 1750 a oggi si scopre che l’intervento umano ha un peso “almeno 5 volte maggiore” dei mutamenti di tipo astronomico. (repubblica 21 gen 07)
N: “hai visto quella soup opera che trasmettono su rete 4?”
IO: “di solito certe cose le trasmettono su sky gambero rosso…”
non ha capito…
ROMA - Entro questo mese sarà pronto il decreto relativo al nuovo “conto energia” per gli impianti fotovoltaici.
Lo afferma Pecoraro Scanio intervistato da Repubblica Radio:
il contributo dello stato sarà in bolletta e l’obiettivo è far sì che l’utente possa ripagare il pannello nel giro di 5-6 anni, per arrivare poi a costo zero.
Neve a Los Angeles, è stato d’emergenza.
LOS ANGELES – Sta avendo effetti devastanti l’ondata di maltempo che si è abbattuta sugli stati del centro e del sud degli Usa. Davvero poco usuali le immagini di Los Angels coperta di neve. Così come avevano fatto notizia quelle di una New York dove, fino a pochi giorni fa, regnava un clima primaverile.
A Los Angeles la colonnina del mercurio è scesa a 2,2 gradi centigradi, ben al di sotto delle medie stagionali. Un dato eccezionale: la temperatura non scendeva sotto i tre gradi a Los Angeles dal 1987 e il record di freddo precedente nella metropoli californiana, 2,8 gradi, risale al 1932. Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha decretato lo stato di emergenza.
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Sono stato a Los Angeles 10 anni fa e ricordo che le temperature erano intorno ai 25-27 gradi. Il Natale a L.A. lo si riconosceva solo dalle luci che ricoprivano le villette, niente freddo, c’era persino gente che faceva il bagno nella baia.