RES PUBICA

Ci vuole coraggio o sfacciataggine per continuare a chiamarla Repubblica.
I titoli dei giornali di oggi sono simili a questo: "Napolitano prepara appello ai partiti con le sue condizioni".
Do'v'e' scritto nella Costituzione che il massimo garante di essa debba poter "dettare le condizioni" di un governo e del suo programma?
Questo soggetto travalica i suoi poteri. Non siamo in una repubblica presidenziale e il potere legislativo dovrebbe essere ancora in mano al parlamento.
Come si permette l'anziano signore di nominare dieci saggi che stilino indicazioni per un governo? Quando li ha nominati prevedeva che sarebbe stato lui stesso il presidente?
C'e' chi ha urlato allo scandalo quando si e' parlato di colpo di stato, ma guardando ai fatti, come altro lo si puo' chiamare?  Colpo di stato morbido? Colpo di stato consenziente?
Come minimo abbiamo un presidente anticostituzionale.
I nomi del possibile capo del governo sono a dir poco disgustosi: Amato, D'alema, Letta… e chi comandera' saranno alla fine le politiche di destra. Gli stessi che ci hanno ficcato in questa situazione di stallo per non sparire completamente dalla scena politica. Questo non sara' un governo di pochi mesi, transitorio, che serva a traghettarci verso le elezioni, bensi' un governo autoreferenziale che fara' di tutto per durare il piu' possibile. Probabilmente anni. Aspettiamoci manovre lacrime e sangue  a favore di banche, finanza, grande industria e soliti paperoni privati, "ringraziando" chi di dovere.
Cosa resta di pubblico nella Res Publica? Un benemerito cazzo! Per cui d'ora in poi sara' la Res Pubica. Con tanto di peli.

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