27.09.06

E-WAR: Internet sotto controllo

Posted in Net and Hi-Tech at 15:06 by valvola

Documento del Pentagono svela piani Usa per la conquista militare di Internet: troppo
libera

Il Pentagono ha deciso che per manipolare a proprio favore l’opinione pubblica interna e mondiale non basta più controllare i mass media: televisioni, radio e grandi giornali nazionali ed esteri. I generali Usa hanno stabilito che bisogna conquistare, e al limite distruggere, anche l’ultimo bastione della libertà d’informazione e di critica: Internet. Il dipartimento della Difesa intende “combattere la rete” in quanto essa rappresenta un “sistema d’arma nemico”, deve prendere il controllo di Internet così da garantirsi il completo controllo “di tutto il sistema di comunicazione globale” e con esso la capacità, in caso di bisogno, di “sconvolgerlo e distruggerlo”.

Non è lo scenario orwelliano di un romanzo di fantapolitica.
E’ la realtà scritta nelle 74 pagine di un documento segreto del Pentagono intitolato “Roadmap per le Operazioni d’Informazione”, datato 30 ottobre 2003 e recante la firma del segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld.

Guerra di propaganda sulla rete. Il documento, recentemente declassificato in base al Freedom of Information Act, stabilisce le linee guida di una strategia militare per combattere una guerra virtuale per la conquista della rete. Una strategia incentrata su “operazioni di guerra psicologica” (PsyOp, nel gergo militare Usa) e di “guerra elettronica” (E-War, Electronic Warfare). Lo scopo è quello di manipolare e controllare le informazioni diffuse in Internet, promuovendo quelle favorevoli agli interessi Usa e bloccando quelle che “favoriscono il nemico”. Le tattiche indicate sono molteplici. La creazione di portali globali di propaganda gestiti direttamente dal Pentagono ma non identificabili come tali, i quali raccolgano e diffondano informazioni che supportano le politiche Usa, informazioni prodotte in tutto il mondo da fonti di grande credibilità. L’istituzione di squadre speciali di hacker per operazioni si sabotaggio elettronico di siti di informazione nemici che diffondo notizie pericolose o sgradite al governo Usa. La diffusione di propaganda in territorio nemico via Internet “per manipolare i pensieri e le convinzioni del nemico”.
La rete, pericolosa perché troppo libera. L’aspetto più inquietante che emerge da questo documento è che il governo degli Stati Uniti considera “nemici” non sono solo i siti Internet del nemico (ad esempio quelli legati ai gruppi integralisti islamici) ma la rete Internet tout court, percepita come un pericolo in quanto luogo in cui l’informazione circola liberamente. Prendere il controllo della rete per limitare questa libertà significa fare con Internet quello che è stato fatto con gli altri mass media: privatizzare e concentrare, creando grandi gruppi che detengano il monopolio della diffusione delle informazioni. Che tradotto in Internet significherebbe non più miliardi di siti web incontrollabili, ma pochi “affidabili” megaportali che ospitano pagine e spazi dai contenuti “certificati”. Una prospettiva non certo estranea ai progetti delle grandi aziende Usa del settore (Google, Yahoo, AmericaOnLine e Microsoft). Progetti che il Pentagono potrebbe decidere di sostenere. Non sarebbe la prima volta, nella storia degli Stati Uniti d’America, che si verificano convergenze strategiche tra interessi militari nazionali e interessi commerciali privati.
Guerra per la libertà o guerra alla libertà? Dall’inizio della guerra globale seguita agli attentati dell’11 settembre 2001, il governo Usa ha fatto largo ricorso alla propaganda e alla censura per creare e mantenere il consenso dell’opinione pubblica nazionale e mondiale per creare una cortina fumogena attorno a tutto ciò che i cittadini non devono sapere. Una pratica che poco si addice a un governo che afferma di combattere una guerra mondiale per la difesa e la diffusione della democrazia e della libertà.

21.09.06

Disgustosi!

Posted in MdM at 0:11 by valvola

I Paperon de Paperoni nostrani sono ogni anno più numerosi mentre gli investitori italiani più che a salvaguardare i loro patrimoni, puntano a incrementarli. I dati emergono da due studi realizzati dall’associazione italiana Private Banking, l’università Cattolica, l’Asam e la Pricewaterhouse. E si scopre che le famiglie super ricche – con tanto di patrimonio finanziario, immobili esclusi superiore ai 500mila euro – nel solo 2006 sono aumentate del 4,3%. In sostanza, il patrimonio complessivo è salito a 820 miliardi di euro rispetto ai 786 miliardi del 2005. Facendo un salto ancora più indietro, nel 2004 la ricchezza complessiva era pari a 710 miliardi. A fare la parte da leone, è ancora la Lombardia.

E’ piu’ di meta’ del debito pubblico, sempre escludendo gli immobili.
Perche’ non confiscargli il 90%, immobili compresi? Credo proprio che loro starebbero bene ugualmente e noi un po’ MEGLIO!

18.09.06

Al Qaeda contro il Papa

Posted in MdM at 11:56 by valvola

Al Quaeda: “Conquisteremo Roma”
Iran: “Scuse non bastano”

Ratzy, Ratzy, l’abbiamo fatta grossa eh?

Fondamentalisti islamici o cattolici, che differenza c’e’?
Per fortuna esiste anche questo: UAAR

16.09.06

Oriana

Posted in MdM, Soddisfazioni! at 11:09 by valvola

FallAgip e’ morta

E’ stata prontamente sostituita da ratzinger

15.09.06

Bentornato Michele Santoro

Posted in ....... at 17:59 by valvola

Bella trasmissione  quella di ieri sera

09.09.06

Software libero

Posted in ....... at 11:57 by valvola

OpenOffice fa proseliti soprattutto nelle pubbliche amministrazioni, sempre più attratte dai software liberi.
Il governo brasiliano ne caldeggia l’utilizzo, è utilizzato da una parte dell’amministrazione francese e dalla municipalità di Vienna.
Apprendo ora da una notizia su Repubblica che lo stato americano del Massachussets ha di recente deciso di bandire dai suoi uffici tutti i software incompatibili con formati OpenDocument o PDF, e MS Office è tra questi.
In Italia diversi comuni e province hanno adottato provvedimenti per favorire l’uso di questo e di altri programmi open source nei propri uffici.

Natutalmente a livello di governo centrale l’italia non fa niente…

valvola

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