28.04.06

GIULIO, VOSSIA!

Posted in politica at 10:15 by valvola

La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c. p.; 531 e 605 c. p. p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera del 1980, per essere Io stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza (…). Quanto fin qui si è venuto illustrando indica con chiarezza che la Corte ritiene che una autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi si sia protratta… (fino alla) primavera del 1980 (…)
La Corte ha ritenuto la sussistenza:
– di amichevoli e anche dirette relazioni del sen. Andreotti con gli esponenti di spicco della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra, Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti, propiziate dal legame del predetto con l’on. Salvo Lima, ma anche con i cugini Salvo, essi pure organicamente inseriti in Cosa Nostra”;
– di rapporti di scambio che dette amichevoli relazioni hanno determinato: il generico appoggio elettorale alla corrente andreottiana; il solerte attivarsi dei mafiosi per soddisfare, ricorrendo ai loro metodi, talora anche cruenti, possibili esigenze – di per sé, non sempre di contenuto illecito – dell’imputato o di amici del medesimo; la palesata disponibilità e il manifestato buon apprezzamento del ruolo dei mafiosi da parte dell’imputato”;
– della travagliata, ma non per questo meno sintomatica ai fini che qui interessano, interazione dell’imputato con i mafiosi nella vicenda Mattarella, risoltasi, peraltro, nel drammatico fallimento del disegno del predetto di mettere sotto il suo autorevole controllo la azione dei suoi interlocutori ovvero, dopo la scelta sanguinaria di costoro, di tentare di recuperarne il controllo, promuovendo un definitivo, duro chiarimento, rimasto infruttuoso per l’atteggiamento arrogante assunto dal Bontate…”

“… Il sen. Andreotti ha avuto piena consapevolezza che suoi sodali siciliani intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi; ha quindi, a sua volta, coltivato amichevoli relazioni con gli stessi boss; ha palesato agli stessi una disponibilità non meramente fittizia, ancorché non necessariamente seguita da concreti, consistenti interventi agevolativi; ha loro chiesto favori; li ha incontrati; ha interagito con essi; ha loro indicato il comportamento da tenere in relazione alla delicatissima questione Mattarella, sia pure senza riuscire, in definitiva, a ottenere che le stesse indicazioni venissero seguite; ha indotto i medesimi a fidarsi di lui e a parlargli anche di fatti gravissimi (come l’assassinio del Presidente Mattarella) nella sicura consapevolezza di non correre il rischio di essere denunciati; ha omesso di denunciare le loro responsabilità, in particolare in relazione all’omicidio del Presidente Mattarella, malgrado potesse, al riguardo, offrire utilissimi elementi di conoscenza (…)
In definitiva la Corte ritiene che sia ravvisabile il reato di partecipazione alla associazione per delinquere nella condotta di un eminentissimo personaggio politico nazionale, di spiccatissima influenza nella politica generale del Paese ed estraneo all’ambiente siciliano, il quale, nell’arco di un congruo lasso di tempo,
a) chieda ed ottenga, per conto di suoi sodali, ad esponenti di spicco della associazione interventi para-legali, ancorché per finalità non riprovevoli;
b) incontri ripetutamente esponenti di vertice della stessa associazione;
c) intrattenga con gli stessi relazioni amichevoli, rafforzandone la influenza anche rispetto ad altre componenti dello stesso sodalizio tagliate fuori da tali rapporti;
d) appalesi autentico interessamento in relazione a vicende particolarmente delicate per la vita del sodalizio mafioso;
e) indichi ai mafiosi, in relazione a tali vicende, le strade da seguire e discuta con i medesimi anche di fatti criminali gravissimi da loro perpetrati in connessione con le medesime vicende, senza destare in essi la preoccupazione di venire denunciati;
f) ometta di denunciare elementi utili a far luce su fatti di particolarissima gravità, di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza di diretti contatti con i mafiosi;
g) dia, in buona sostanza, a detti esponenti mafiosi segni autentici – e non meramente fittizi – di amichevole disponibilità, idonei, anche al di fuori della messa in atto di specifici ed effettivi interventi agevolativi, a contribuire al rafforzamento della organizzazione criminale, inducendo negli affiliati, anche per la sua autorevolezza politica, il sentimento di essere protetti al più alto livello del potere legale.
Alla stregua dell’esposto convincimento, si deve concludere che ricorrono le condizioni per ribaltare, sia pure nei limiti del periodo in considerazione, il giudizio negativo espresso dal Tribunale in ordine alla sussistenza del reato e che, conseguentemente, siano nel merito fondate le censure dei PM appellanti. Non resta, allora, che confermare, anche sotto il profilo considerato, il già precisato orientamento ed emettere, pertanto, la statuizione di non luogo a procedere per essere il reato (di associazione per delinquere con Cosa Nostra, ndr) concretamente ravvisabile a carico del sen. Andreotti estinto per prescrizione“.

(sentenza della Corte d’Appello di Palermo, presidente Salvatore Scaduti, a carico di Andreotti Giulio, 2 maggio 2003, poi resa definitiva dalla Corte di Cassazione il 15 ottobre 2004).

27.04.06

SI E’ ASSOLTO DEFINITIVAMENTE!

Posted in politica at 10:30 by valvola

Sme, niente appello per Berlusconi
E’ l’effetto della legge della Cdl


MILANO La Corte d’appello di Milano ha respinto tutte le eccezioni, compresa quella sulla legittimità costituzionale della legge sull’inappellabilità, proposte da accusa e difesa. Pertanto per Silvio Berlusconi, prosciolto e assolto in primo grado, non ci sarà il processo d’appello.

(27 aprile 2006)

26.04.06

Per chi parla ancora di NUCLEARE!!!

Posted in Ambiente-Energia at 8:09 by valvola

 La storia è nota. Nella notte del 26 aprile 1986, per l’esattezza all’1 e 23, due esplosioni successive nel reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, rilasciano 11 miliardi di miliardi di baquerel di radioattività. Per capire: un valore circa 30 miliardi di volte superiore alla dose massima utilizzata per terapie radiologiche di tumori. Le radiazioni contaminano un’area tra Russia, Birlorussia ed Ucraina grande circa il doppio dell’Irlanda.Nei primi giorni dopo le esplosioni muoiono 6 pompieri, 24 dipendenti, 4 piloti di elicotteri e 31 “liquidatori”. Ossia gli uomini delle squadre di soccorso che, una volta domato l’incendio (e ci vollero 10 giorni) si occuparono di raccogliere le macerie radioattive, radunarle sopra ciò che era rimasto del reattore esploso e coprire tutto il più in fretta possibile. Si trattava soprattutto di militari chiamati in servizio un po’ da tutte le Repubbliche dell’Urss. Ma anche contadini, operai, studenti e chiunque fosse abile: dai 300mila agli 800mila uomini.

Nel frattempo, nel raggio di 30 chilometri dalla centrale, venivano evacuate circa 130mila persone. Fra queste i 50mila abitanti della cittadina di Pripjat che non sono più potuti tornare nelle loro case. E che comunque, benché la cittadina si trovasse a soli 18 km dalla centrale e fosse stata letteralmente avvolta dalla nube radioattiva, vennero allontani solo due giorni dopo l’esplosione.

Ma le vittime di Chernobyl non si fermano qui. Si calcola che dall’86 il disastro di abbia causato la morte di circa 150mila persone. Ad uccidere, di anno in anno, è quello che in gergo viene chiamato il fall-out radioattivo, la contaminazione della terra, del cibo, dell’acqua causata dall’eplosione che ha interessato oltre 1500 chilometri quadrati di territorio dell’ex Unione Sovietica.

Anche se la centrale è stata definitivamente chiusa il 15 dicembre del 2000, a 20 anni da quella tragedia Chernobyl è ancora una vera e propria bomba ad orologeria. «La situazione più grave è quella del “sarcofago”, la struttura protettiva con cui è stata ricoperto il reattore esploso – spiega Gentili – Ci sono buchi e crepe un po’ ovunque e il tetto rischia letteralmente di crollare».

Secondo il rapporto di Legambiente Chernobyl, trent’anni dopo, il sarcofago (costruito in tutta fretta nei mesi sucessivi all’incidente e destinata a durare per circa 30 anni) oggi presenta circa 100 metri quadri di crepe e fessure dalle quali, ogni anno, si infiltrano circa 2200 metri cubi di acqua piovana. All’interno si trovano ancora circa 180 tonnellate di combustibile radioattivo.

22.04.06

Berlusconi canta “Andiamo via”

Posted in politica at 10:25 by valvola

In un ristorante di Trieste, al termine di un comizio, il cavaliere
ha presentato una serie di canzoni post-elezioni scritte con Apicella
Berlusconi canta “Andiamo via”
e poi passa con il piattino…

TRIESTE – “Andiamo via”. A dirlo, in musica, accompagnato da Mariano Apicella, è Silvio Berlusconi, che in un ristorante di Trieste ha presentato una serie di canzoni scritte nel giorno delle elezioni, e che, assicura, potrebbero aprirgli una prospettiva diversa: “Ora abbiamo un futuro…”, ha detto, porgendo scherzosamente il piattino ai suoi interlocutori.

A termine di una lunga cena con imprenditori e dirigenti di Forza Italia (stranamente aperta anche ai giornalisti), Berlusconi ha offerto questo spettacolo inatteso. Queste le strofe di “Andiamo via”: “Andiamo via, da tutti, dai partiti, dalle tv, dai giornali e lasciamoli così con la loro aria afflitta e andiamo in un’isola lontana…in un altro emisfero…”.

A questo punto Berlusconi ha però interrotto Apicella e ha detto: “Su questa strofa ha telefonato Letta e così abbiamo dovuto cambiare il testo, scrivendo “mandiamo tutti a farsi benedire e non pensiamo ad altro se non ad amare, a vivere e ad abbracciarci in un unico sorriso”. La canzone si chiude così: “Andiamo nell’isola chiamata paradiso”.

20.04.06

Vai a vedere che follini passa dalla nostra parte…

Posted in politica at 17:00 by valvola

Udc, Follini non partecipa al Consiglio
“Gestione furbesca e settaria”


ROMA – Marco Follini si smarca dal partito e annuncia il suo dissenso: non parteciperà al Consiglio Nazionale dell’Udc. Lo ha annunciato con una lettera indirizzata al leader Udc Pierferdinando Casini, al segretario del partito Lorenzo Cesa e al Presidente del partito, Rocco Buttiglione.

19.04.06

La Cassazione conferma

Posted in politica at 18:15 by valvola

La verifica dell’Ufficio centrale elettorale lascia invariati i risultati ufficiosi
Alla Camera il centrosinistra ottiene 24.755 voti in più della Cdl

Bocciato il ricorso di Calderoli sulla lista “Lega Alleanza Lombarda”

ORA ANDATE A CASA, E NON SBATTETE LA PORTA USCENDO!

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